Ricordati perché lo fai

Come ritrovare chiarezza e direzione quando non hai un flusso di lavoro costante

Lorenzo Tomasoni

8/31/20265 min read

Ricordati perché lo fai

Come ritrovare chiarezza e direzione quando non hai un flusso di lavoro costante

Nel mese di luglio ho ricevuto una piccola batosta lavorativa: la mia prima proposta di collaborazione a pagamento come freelance non è andata esattamente a buon fine.

Nulla di grave.

Un paio di porte sono rimaste aperte e avrei dovuto solamente riorganizzare le idee e aspettare la prossima occasione che, al 100%, sarebbe arrivata.

Cosa è andato storto?

Nei giorni successivi mi sono reso conto che questa piccola caduta è stata presa dalla mia mente come un salto col paracadute… ma senza paracadute.

Un disastro totale. Una sconfitta su ogni fronte.

Voglio raccontarti come nei giorni successivi ho superato questa fase di down, nei panni di un aspirante marketer che sta imparando a non auto-sabotarsi.

Sono Lorenzo, da 3 anni inseguo il sogno di costruire qualcosa di mio attraverso il mondo digitale, per vivere una vita secondo i miei schemi e non quelli imposti da qualcun altro.

Non sono un imprenditore con anni di esperienza, ma sto imparando e condivido il mio percorso di crescità.

Facciamo un passo indietro.


A maggio ormai ho avviato una collaborazione a titolo gratuito come mia prima esperienza diretta nel marketing lavorando per qualcun altro.

Un’ex collega con cui avevo ottimi rapporti quando ero consulente di viaggio online.

(Trovi il case study qui)


Siamo partiti dalla costruzione di un suo sito personale, per poi provare alcune campagne di test con landing page e moduli Meta in diverse varianti, con l’obiettivo di raccogliere non centinaia di lead, bensì pochi ma buoni.

Abbiamo svolto un buon lavoro, c’erano e ci sono tutt’ora ottimi presupposti per una collaborazione futura.


Lei stessa ha lanciato più volte l’argomento di un compenso per il mio lavoro ed era finalmente arrivato il momento di vedere i primi frutti concreti.

Apro una parentesi: agli inizi è normale che essere pagati venga visto come una medaglia meritata dopo mesi di lavoro, come il riconoscimento che fa dire “ho davvero lavorato”.

Sia per noi stessi che per le persone un po’ scettiche che ci vedono da fuori.

Se per qualche motivo alla fine non veniamo pagati, diventa semplice perdere di vista tutto ciò che abbiamo guadagnato in termini di esperienza e competenze.

Non sto dicendo che avere un riscontro economico non sia importante.

Soprattutto sul lungo periodo è innegabile che non possiamo riempirci le tasche di pacche sulle spalle.

Ma all’inizio è importante valorizzare ogni esperienza, insegnamento e lezione che impariamo mettendo le mani in pasta.


Ci torneranno di certo utili in futuro.

Tornando a noi: eccomi lì sul bordo dell’aereo, pronto al salto con il mio paracadute composto da un’offerta ragionata e ragionevole.


Un programma che in 4 mesi ci avrebbe permesso di generare pochi contatti ma davvero in target, priorità assoluta della mia cliente.

Quindi mi butto e, long story short, dopo qualche ora ci sentiamo e mi dice che un programma così articolato sarebbe solo un sovraccarico per lei in questi mesi già pienissimi.

Conferma però di volermi includere in questo progetto, ma quello non era il momento giusto.


Le credo. Ormai c’è fiducia e so che arriverà quel momento.

Ha strappato il mio paracadute e me ne ha consegnato uno di emergenza, per un atterraggio sicuro ma che mi lascia qualche livido.

Nei giorni successivi questa cosa mi tormentava.

Non avevo capito davvero di cosa avesse bisogno?

Ero stato troppo frettoloso?

Non avevo l’autorevolezza per proporre una cosa del genere?

Se anche avesse accettato, sarei stato all’altezza delle responsabilità prese?

Ma soprattutto:

E ora cosa faccio?

Quindi di conseguenza:

Cosa faccio mentre lei si prende i suoi tempi?

Chi altri potrei contattare?

Che altri progetti potrei provare?

Dovrei mollare tutto?

Se anche tu ti sei mai posto queste domande, sai benissimo quanto siano auto-sabotanti.

Seguimi, perché ti sto per dire come atterrare in sicurezza anche con un piccolo paracadute di emergenza, ma soprattutto come trovare la forza di compiere un altro salto

Nei giorni successivi, ho passato alcuni momenti con il computer aperto davanti ma senza fare nulla di concreto.

Ho letto articoli, newsletter e guardato video.

Poi mi sono messo a creare una sales page per il progetto che era appena stato rifiutato.

Avevo dedicato gli ultimi mesi a quelli e non volevo lasciarlo andare.

Avevo puntato tutto su quella proposta, quindi ora mi ritrovavo svuotato e scarico di lavoro.

Ho passato il fine settimana successivo a perdermi tra Youtube e videogiochi, ignorando il senso di vuoto che quei passatempi sotto sotto aumentavano

Come ho superato questo piccolo momento buio.

Ero consapevole che non era un dramma poi così grande, ma spesso la nostra mente tende ad ingrandire tutto.

Quella domenica, durante un aperitivo con un amico, ho parlato brevemente di questa cosa ed è nata un’ottima conversazione che mi ha aiutato a ritrovare il focus e uscire da quello stato autodistruttivo.

E no, non sto dicendo che il modo per uscire da momenti come questo sia bere alcool con amici.


Ma è importante che ne parli e non tieni tutti quei pensieri ad appesantire la mente.


Meglio ancora se la persona con cui ne parli è totalmente estranea al tuo mondo e al tuo lavoro.

Questo confronto porterà una ventata di aria fresca, ti aiuterà a vedere il tuo problema con un’altra prospettiva, più leggera e meno grave di quanto lo vedi tu.

Gli aperitivi alla fine sono stati più di uno. Forse anche più di due, ma non è questo il punto.

La mattina seguente, avevo bisogno di completare il processo iniziato con quella conversazione.

Mi sono messo a leggere.

Non volevo aprire il computer e tenere una pagina vuota davanti agli occhi.

Per me leggere ha funzionato.

Ma potrebbero essere altre le attività in grado di tenerti vicino al tuo progetto e ai tuoi obiettivi e allo stesso tempo permetterti di ritrovare leggerezza.

Non intrattenimento vuoto da social network.

Cerca un contenuto che ti aiuti a ritrovare il focus, a fare chiarezza e riportare spensieratezza verso quello che stai facendo, per alleggerire il peso che senti addosso.

Per me questa fonte di ispirazione, chiarezza e leggerezza è stato ed è tutt’ora il libro di Dario Vignali, “Il Tao del Business”.

Un misto tra un manuale di marketing, crescita personale, mindfulness, autobiografia e guida scritto da uno dei migliori nel marketing digitale in Italia.

Quindi per uno come me che sta entrando in questo mercato, è la lettura perfetta.

Solo tu puoi scegliere come nutrire il tuo cervello.

Nutrendolo con contenuti vuoti e veloci in un momento dove ha bisogno di essere reindirizzato e trovare il focus, otterrai solo l’effetto contrario.

Io mi sono ritrovato più volte a leggere alcuni estratti di quel libro e ogni volta trovo qualche spunto che può riflettersi in quello che sto passando, qualche consiglio che fa proprio al caso mio in quel momento.

Come un paracadute di emergenza universale, che va bene e funziona in ogni situazione.

Quando ho iniziato a scrivere questo articolo, ho capito che la scrittura stessa mi ha immediatamente aiutato.

Appena ho iniziato a scrivere, mi sono reso conto che quel peso se ne stava andando del tutto.

Mettendo il mio problema su carta (o su schermo in questo caso), mi sono reso conto di quanto superabile fosse.

Le idee per nuovi progetti sono già dentro di me, così come la consapevolezza che posso essere all’altezza di raggiungere i miei obiettivi e che NON devo mollare tutto.

Ho sentito molte persone parlare di quanto scrivere aiuti nei momenti bui, ma a me non aveva mai fatto questo effetto.

O forse non ci avevo mai provato davvero.

Quindi scrivi di quel problema.

O se non vuoi/puoi scrivere, buttalo fuori in altri modi, parlando questa volta a te stesso e non ad un amico davanti ad uno spritz.

Registrati in una nota vocale, un video, scrivi a mano, scrivi al computer, scrivi una nota sul telefono.


Quello che preferisci purché ti aiuti a toglierti il peso e a ritrovare la leggerezza di cui hai bisogno.

Anche fare sport può essere un ottimo metodo per farti stare meglio di mille viaggi introspettivi.

“E se nessuno di questi metodi funziona su di me?”

Provaci. Buttati.

Non saprai mai se qualcosa può aiutarti finché non la provi.

Trova la tua persona con cui parlare.


Trova il drink giusto da bere mentre ne parli.

No, questa la taglio poi.


Trova la tua fonte inesauribile di ispirazione, chiarezza e spensieratezza.


Trova la tua personale valvola di sfogo per buttare fuori la negatività.

Lanciati con un paracadute di cui ti fidi, ma tieni pronto un ottimo paracadute di emergenza.

Un abbraccio,

Lorenzo

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